Comune di Chions

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Il territorio

Il Comune di Chions è formato dai paesi di:

Basedo

chiesa parrocchiale

La Chiesa Parrocchiale. L'edificio di maggior interesse è senz'altro la Chiesa di san Bartolomeo. Risale al secolo XIII°, ed è un vero gioiello, sia dal punto di vista storico, che artistico e architettonico. All'interno si possono ammirare dei pregevolissimi affreschi del XV° e XVI° secolo opera di Giorgio di Antonio del Beccaio da Belluno, e Giorgio di Francesco da Pordenone, allievi di Andrea Bellunello da San Vito.

Ritrovati sotto un pesante strato di calce una quarantina d'anni fa, si tratta di brani di carattere devozionale, non tali pertanto da costituire un organico ciclo. Soprattutto il riquadro con la Madonna in trono e S. Bartolomeo, datata 1492, ha fatto pensare a Pietro da Vicenza (collaboratore di Gianfrancesco da Tolmezzo al quale sono attribuiti la Madonna Incoronata con gli angeli ed oranti, una Madonna con Bambino e S.S. Bartolomeo, Floriano e Giovanni B. e altri Santi), così come altri affreschi della chiesa (Madonna con Bambino e Santi, Trinità, Teoria di Santi). Benché convenga più cautamente riportare le pitture nell'ambito della scuola friulana, non si può negare che il pittore abbia trovato in modelli veneti un preciso punto di riferimento e risulti pertanto culturalmente più avanzato rispetto agli ignoti frescatori di Chions.

Gli affreschi, come la struttura della Chiesa non sono stati compromessi nei secoli successivi, ed i recenti restauri permettono di poterli ammirare in tutto il loro splendore, essendo i meglio conservati fra le molte chiese della zona. Così non si può dire di quelli posti all'esterno, che le intemperie e il passare degli anni hanno quasi completamente cancellato.

Il Campanile. Anche se lo stile è stato voluto in armonia con l'antica chiesa, l'opera ha poco più di cinquant'anni. Costruito fra il 1944 e '45, in sostituzione di quello antico che era inglobato nell'edificio della chiesa, sul lato sinistro, similmente a quello di Tajedo, e che stava crollando, minacciando anche la stabilità della chiesa stessa. Per cuocerne i mattoni, venne abbattuto il secolare platano sotto le cui fronde si riuniva la vicinìa, che si trovava al centro della piazza, dove ora c'è il monumento ai caduti in guerra.

Casa Pittoni. Tipica casa padronale di campagna, costruita dalla nobile famiglia Pesaro di Venezia nel XVII° secolo. Passata poi ai Van Barle, ai frati Domenicani di Cordovado, ai Rambaldini, ed ora ai Pittoni. Meriterebbe fosse acquistata da qualcuno che la volesse riportare agli antichi splendori, in quanto è l'unico esempio quasi intatto di questo tipo di edifici, esistente in Comune.

Madonna della salute. La chiesetta in origine era la cappella di un antico lazzaretto, del quale è rimasta l'unica testimone. Costruita nel tardo '600, conserva alcuni affreschi dell'epoca raffiguranti san Rocco e san Valentino. La statua della madonna è del 1907.

Chions

foto della chiesetta campestre

Chiesetta campestre - Località Sant'Ermacora. La chiesetta è dedicata ai Santi Ermacora e Fortunato, unico edificio di culto dedicato ai fondatori della Chiesa di Aquileia nel Friuli Occidentale. L'insediamento romano della località documentato dai numerosi reperti che si sono trovati nella zona, fa presumere l'arrivo del cristianesimo in questo luogo fin dai primi secoli dopo Cristo. L'edificio è stato oggetto di un restauro recente, l'edificazione viene fatta risalire al 1300, ma successivi rimaneggiamenti hanno compromesso l'originaria struttura. Non ci sono affreschi interessanti, ma sono invece interessanti la posizione e il panorama che si godono, un'aperta e verde campagna con il fiume che scorre. Nel passato la località era oggetto di pellegrinaggi annuali con fedeli che arrivavano da tutto il Friuli e dalla Carnia per pregare i Santi protettori degli ammalati di cuore in occasione dell'antichissima Fiera che si teneva il 12 luglio di ogni anno.

Oratorio di San Giuseppe - Via Cossetti. Il piccolo edificio sacro è ora di proprietà parrocchiale a seguito di una donazione della famiglia Cossetti. L'oratorio è stato recentemente restaurato, dopo anni di abbandono. Vi è conservata una statua lignea di San Giuseppe, alcuni affreschi recenti. La costruzione è fatta risalire al 18 secolo per opera della famiglia Ram-baldini, forse per volontà dell'Abate Andrea Rambaldini.

foto di Casa Cossetti

Casa Cossetti. Già proprietà della famiglia Rambaldini, che la acquistò dai Sabeda sul finire dei '700;gli attuali proprietari sono i discendenti dei Musicista Giovan Battista Cossetti, originario da Tolmezzo, che la ereditò sul finire dell'800. Resta una importante testimonianza di come era una vecchia villa padronale di campagna. Meriterebbe essere restaurata.

foto della Chiesa Parrocchiale

Chiesa Parrocchiale. La chiesa databile 1400 e consacrata nel 1538, ha subito nel corso dei secoli vari rimaneggiamenti ed è dedicata a San Giorgio, il Santo Martire della Cappadocia che secondo un'antica leggenda uccise un drago che dimorava in uno stagno vicino ad una città. La figura di San Giorgio è in un affresco sopra il portale, che è databile 1925, ad opera del professor Antonio Marson, realizzato in occasione dei rifacimento della facciata, e in altri affreschi che si trovano all'interno della Chiesa e sono datati tra la fine dei 1400 e inizio 1500, riaffiorati in questo secolo dallo strato di calce che li ricopriva, con delle altre immagini di madonne e Santi che si ripetono in tutte le chiese del Comune ad opera di artisti diversi, tutti ugualmente modesti, che riflettono ora modi della scuola di Andrea Bellunello (fine secolo XV), ora di Pietro da San Vito (inizio XVI secolo) o di Pomponio Amalteo (seconda metà secolo XVI).

Si tratta di composizioni frammentarie rappresentanti, a mo' di pittura devozionale, la Madonna con Bambino e vari Santi (ripetutamente compaiono i Ss. Giorgio - cui la chiesa è dedicata - e Bovo). Alcune scritte riportano date come 1508, 1515, 1517, 1521, 1541; interessanti, tra le altre, le figure di una Madonna con Bambino, di un S. Michele e di una Pietà che sembrano riscattarsi dalla modestia dell'insieme.

Interessante la statua della Madonna Ausiliatrice, che è stata scolpita nel 1894 da un giovanissimo scultore Giacobbe Della Giustina, nato a Chions nel 1874, e l'imponente organo Zanin dei 1908. La facciata neogotica è del 1921 su progetto di Antonio Marson di Annone Veneto.

Il Campanile. Non è che sia una grande opera architettonica, e nemmeno è molto alto (33 metri) anche se piacevole da vedere e ben proporzionato. Merita di essere notato perché non è parallelo alle mura della chiesa come generalmente si verifica per tutti i campanili conosciuti. Evidentemente era stato costruito come pertinenza della chiesa precedente di cui si ha documentazione come esistente nel 1239. Qualcuno ipotizza che sia stato costruito utilizzando la base di una torre di difesa dei fortilizio che fu della famiglia dei "da Chaono"

Edificio dei Vecchio Asilo La costruzione risale agli inizi dei 1900, è stato il primo Asilo Infantile Parrocchiale della Diocesi di Concordia. E' sorto per volontà dei vulcanico parroco di allora Don Luigi Collaviti che preoccupato della povertà e dell'abbandono in cui si trovano i bambini dei paese, si fece battagliero paladino per la costituzione di un Asilo. Le vicende legate alla costruzione dell'edificio di trovano in due volumi manoscritti dallo stesso parroco che dovette combattere con i potenti locali, tra i quali l'on. Galeazzi, già sindaco di Pordenone, che volevano una scuola non diretta dalle suore ma da maestre laiche. L'edificio è stato abbandonato per molti anni, dopo che la parrocchia fece costruire negli anni sessanta gli attuali locali della Scuola Materna. Poi nei primi anni '90, il vecchio asilo venne definitivamente rimodernato per adattarlo alle nuove esigenze pastorali della parrocchia. Vi è una piccola cappella, una sala per conferenze ed alcune salette per catechismo.

foto di Villa Perotti

Villa Perotti. La parte centrale della casa padronale è rimasta tale, dopo che il comune l'ha acquistata e restaurata per farne un centro culturale. Le adiacenti barchesse sono diventate un'auditorium che viene utilizzato per convegni, concerti, rappresentazioni e mostre. Il giardino padronale e l'orto retrostante sono ora giardino pubblico. La Villa prende il nome dalla famiglia Perotti, che l'ha fatta costruire, e abitata fino agli anni '60. Un suo esponente, il dr. Cesare Perotti fu un importante gerarca fascista, e poi Prefetto dei Regno a Piacenza e Cuneo. L'ultimo ad abitarla fu un suo cognato, il Generale Ugo Medori, che nell'immediato dopoguerra divenne sindaco di Chions dal 1947-55.

Taiedo

foto della piazza di Taiedo

Loc. Taéit, fitotoponimo dal latino "tilia", indicativo di un bosco di tigli, oggi frazione di Chions, dipendeva da San Vito e quindi dal Patriarca di Aquileia. Nel 1367 il Patriarca Marquardo conferiva l'investitura di un maso a Sindrico di Sbrojavacca, mentre la costruzione dell'attuale Chiesa dedicata a S. Andrea e il campanile risalgono al 1420 e consacrata l'anno dopo dal vescovo di Concordia, Argentino.

Nei primi anni del Novecento venne demolita l'abside per costruire una Chiesa più grande. Nel 2006 è stata inaugurata la piazza antistante che è l'unica del comune di Chions ad essere circondata ai lati da edifici. (vedi foto)

Purtroppo i lavori del '900 sono stati demoliti il coro e l'abside con quanto vi contenevano. Sulla facciata esterna, sopra il portale, un affresco, piuttosto deteriorato, propone le figure di S. Andrea e S. Pietro.

Tracce di affreschi decorativi sono visibili negli archetti ciechi in tutto il perimetro esterno.

La festa del patrono si celebra il 30 novembre. Piatto tradizionale è "rhata e gialìna" (anatra e gallina).

Taiedo è riportata nei libri di storia per una fiera controversia fra il Patriarca Giovanni Grimani e la Repubblica di Venezia inerente i diritti sul suo feudo, che apparteneva a un ramo della famiglia Altan estintasi in quegli anni. Per comporla intervennero il Papa e i Re di Francia e di Spagna. Sotto il regno di Sisto V la vertenza fu sanata coll'espediente, trovato dal Senato veneto, di far dono di quel feudo al Sommo Pontefice.

foto località torrate
foto della torre

Torrate

La storia della località di Torrate è indissolubilmente legata a quella del casato degli Sbrojavacca (tuttora esistente), che già nel Duecento godeva di prestigio nella Patria del Friuli.

Il feudo principale degli Sbrojavacca si trovava nella località omonima, dove sorgeva anche il castello, presidio della antica strada che collegava S. Vito a Motta di  Livenza; edificato probabilmente su una fortificazione preesistente a difesa delle invasioni degli Ungari. Agli inizi del secolo XIX il castello subì una vigorosa ristrutturazione.

In località Torrate esiste ancora un piccolo bosco ("Boscat") che costituisce uno dei pochi resti della selva che ricopriva anticamente il territorio posto tra Livenza e Tagliamento. 

Villotta

foto della chiesa di Villotta

Sin dai tempi più antichi, Villotta era legata al vescovo di Concordia che era il suo signore feudale. Pur non apparendo nella bolla di papa Urbano III del 1186, forse per un errore dei trascrittori, ritroviamo Villotta citata per la prima volta in un atto del 1190.

Gli Sbroiavacca, in relazione a Villotta, li si ritrova per la prima volta sul principio del '200, ma tutto indica che, pur mancando documentazione anteriore, fossero infeudati dal Vescovo di Concordia del paese di Villotta sin dal secolo precedente.

Le altre famiglie nobili che anticamente possedevano diritti in Villotta erano anche i signori di S. Vidotto e i Frattina.

Solo giungendo al 1406 troviamo un'investitura in cui il vescovo di Concordia concede Villotta agli Sbrojavacca. Quando nel 1511 viene rinnovata I'investitura da parte del vescovado, si conferma che gli Sbrojavacca hanno "tutto il dominio della giurisdizione ed il garrito della villa di Villotta". A seguito della caduta del patriarcato, Villotta divenne completamente sotto la giurisdizione e il dominio degli Sbrojavacca.

Molti dei documenti inerenti Villotta sono andati persi in quanto il castello di Sbrojavacca venne saccheggiato e Villotta bruciata nel 1511 da un Prodolone, durante la guerra che in quegli anni pativa il Friuli a causa dei seguaci dell'imperatore Massimiliano. E altri scempi degli archivi vennero commessi nelle ultime due guerre.

Una chiesa a Villotta doveva già esistere nel XIII secolo in quanto Villotta in tale epoca era già considerata "Villa" infeudata ai Signori di Sbrojavacca, infatti nel 1276 è citato, in un documento Sbrojavacca, certo "Presbiteri Facini de Vilotta".

Agli inizi del 1500 la chiesa fu riedificata ed è quella che con modifiche è giunta sino a noi, così pure il campanile fu modificato e sopraelevato nel 1874. L'attuale chiesa, con campanile annesso, è stata costruita probabilmente nei primi anni del 1500. Sopra il portale d'ingresso del lato destro, uno stemma porta la data 1506. Fu eretta a Parrocchia verso il 1675 dopo essere stata smembrata unitamente a Basedo presumibilmente dalla Pieve di Azzano. Non si sà quando la chiesa sia stata consacrata e dedicata a S. Liberale.

L'edificio ha subito parecchie modifiche nel XVIII secolo. Fra I'altro, la costruzione di due altari, ha distrutto i cinquecenteschi affreschi presenti sulle pareti interne. Gli autori, ancora senza nome, certamente non sono fra i maggiori delI'arte rinascimentale friulana. Interpretavano secondo le loro capacità, anche rifacendosi a modelli preesistenti di artisti "superiori", i sentimenti, la devozione e la fede dei credenti. Quasi sempre trattandosi di affreschi votivi il committente veniva raffigurato in preghiera ai piedi dei santi.

Vi sono raffigurati riquadri con la Madonna con Bambino e vari Santi (Antonio abate, Francesco, Rocco, Sebastiano, Floriano). L'altar maggiore, in marmo, è dello scultore padovano Giacomo Contiero, 1763.